Giorno 7 – Agoudal > Amerzgane

Giorno 7 – 25/04/18
Agoudal  – Amerzgane
Km 277
Carburante: 17€
Guesthouse: 30 € (camera, cena e colazione)

Comunque, ieri sera a cena, c’era una coppia di Francesi. La moglie mi invitava a sedermi con loro. Gli dico che non vorrei disturbare, magari vogliono fare una cena romantica. Lei insiste! Sposto le posate e l’ottimo antipasto sul loro tavolo. Al “bon Appétit”, i due iniziano a chiacchierare. Io cerco di comprendere il discorso, provo ad inserirmi, ma loro niente. Continuano a parlare e a farsi le fusa.. Ed io come un pirla e a disagio, col capo inclinato, mi dedico alla cena. Non mi hanno cacato di striscio! Sti francesi!! Con la scusa della stanchezza abbandono il tavolo e li saluto cordialmente.. Ma dentro di me c’erano un susseguirsi di va…….! 😂😂😂
Vorrei rimanere qui un giorno, per riposarmi e rincontrollare la moto.
Quindi, dopo aver fatto colazione, mi dedico alla pulizia della catena. Controllo serraggi e riparo la valigia laterale che a causa della seconda “botta”, il sistema di bloccaggio si era piegato. Nel frattempo, il signore francese che ieri non ho citato, è in partenza con la sua Africa twin, modello vecchio. Finisco di sistemare il tutto e faccio una passeggiata.. Una delle cose che amo di questo posto, sono i bambini che giocano per strada. Poi, quando vedono passare un motociclista, sono pazzi di gioia. Ti salutano e spesso allungano la mano perché vogliono battere il 5 al tuo transito o forse vogliono che ti fermi per dargli qualcosa . Il villaggio è in movimento, ci sono degli operai che lavorano per costruire una nuova casa, le donne con gli asini che vanno in campagna e c’è anche lo spacciatore di turno che vuole vendermi della marijuana! Dice che qui è buona!
Sono le 10 circa già mi manca la strada, mi chiedo a parte il dolore alla coscia tutto sommato sto bene. Che faccio l’intera giornata qui? Zazzà profuma di Vd40 ed è li che scalpita. Tra altro, sono indeciso se fare la R704, una pista che dopo circa 45 km continua con l’asfalto. È un percorso impegnativo e sinceramente dopo il cattivo tempo di ieri ho timore di trovare solo fango. Però era in programma! Se cambio strada sballo tutto l’itinerario. Mi convinco! Se dovessi avere difficoltà torno indietro e troverò una soluzione alternativa. Carico nuovamente la moto, saluto Ibrahim e parto. La giornata è perfetta,ci sono circa 8° ma c’è il sole. Stavolta indosso l’abbigliamento termico. La strada è asciutta. È un battuto di terra a tratti sassoso. Se dovesse essere tutta così sarebbe perfetta! Dopo qualche km, si presenta il primo ostacolo.. Un piccolo torrente attraversa la pista. Scendo per verificare il fondo del fiume. Sembra percorribile e l’acqua non è per niente alta. Il problema è che per me è il primo, anche se pur piccolo, guado. Posiziono la camera col treppiedi e riprendo la scena. Se dovessi fare un bel bagno vorrei che sia almeno documentato. Ingrano la prima e supero le mie paure. È stato abbastanza facile e soprattutto il vapore che emette il motore a contatto con l’acqua è piacevole.😀😀
Successivamente ne trovo un altro. Questo più piccolo del primo, tant’è vero che non mi sono neanche fermato per verificare il fondo.. Ci sto prendendo gusto! Al terzo però, ci ho riflettuto abbastanza. L’acqua non era alta, ma la corrente era importante. Cerco di rimuovere dei sassi dal fondo, perché potrebbero compromettere l’attraversata. A parte il rumore della moto, c’era un silenzio impressionante. Ma ad un tratto sento gridare, qualcuno mi stava chiamando. Mi guardo intorno e non riesco a vedere nessuno. La voce si sentiva sempre più forte. Alzo lo sguardo verso la montagna e vedo un ragazzino che scendeva giù come uno stambecco! Si dirigeva verso di me. Tutto entusiasta comincia a chiacchierare, parlava inglese, francese e persino spagnolo. Molto trascurato, sporco, un cattivo odore ma con un sorriso che ti distraeva dal suo aspetto. Era sceso per aiutarmi ad attraversare il guado, toglie i sassi e mi indica la traccia da percorrere. Mi da sicurezza! Riesco a superare anche questo. Entrambi festeggiamo con abbracci e stretta di mano. Mi racconta che vive solo nella montagna. Si capisce che è un duro, affronta tutto da solo. Apro il bauletto e prendo la roba che mi è rimasta: una scatola di tonno, delle patatine, delle merendine e succhi di frutta. Gli do anche 40 Dirham. Lui è al settimo cielo. Io invece sono un po’ triste al pensiero che un ragazzino viva in una grotta, nella montagna. Mi fa star male. Nei km successivi, nonostante la concentrazione sulla guida, non faccio altro che pensare a lui. Dopo un tratto in pianura, inizia il passo verso la montagna. Incontro molti punti fangosi dovuti allo scioglimento del ghiaccio. A passo d’uomo riesco a superarli. Mi fermo spesso per ammirare il paesaggio e riposare un po’. Non ho fretta! Posso percorrere la strada con molta calma e attenzione. In alcuni punti, sul lato sinistro, c’è il vuoto. Cerco di mantenermi il più a destra possibile perché ho il timore che in caso di caduta possa cadere giù per la montagna. Mi sto veramente divertendo, ma nello stesso tempo ho una paura pazzesca. Dopo circa 50 km raggiungo l’asfalto. La strada adesso concede una guida sportiva. Attraverso dei piccoli villaggi fino a raggiungere le famose Gole del Dades. Avevo visto questa strada su molte foto su internet e sono impaziente di percorrerla anche io. Adesso posso dire che la R704 è una delle strade più belle che abbia mai esplorato. Vorrei descrivervi ogni singolo km. Fortunatamente ho tenuto acceso la GoPro per tutto il tragitto. Pubblicherò un video appena rientrerò a casa. Purtroppo, lascio la R 704 e imbocco la N10 in direzione Ouarzazate dove vorrei fermarmi a dormire. Arrivo in città e mi rendo conto che stiamo salendo a nord in quanto la città è molto moderno. Le case tipiche marocchine ce n’è qualcuna non è come i villaggi incontrati fino adesso. Non voglio perdere quel sapore, quindi decido di proseguire e trovare un posto dove dormire. C’è un forte vento che rende ancora più difficoltosa la strada. Trovo un piccolo albergo a 30 km più avanti. Sembra desolato, non c’è nessun ospite. Parcheggio la moto all’interno dell’albergo, prendo lo stretto indispensabile per fare una doccia, ma all’apertura del bauletto sembra che ci sia un cadavere.. la roba sporca da giorni necessità di un lavaggio immediato. Uso all’interno dei bauletti una ulteriore borsa waterproof, dove posiziono gli indumenti puliti, mentre quelli sporchi li metto all’esterno, proprio per non contaminarli. Il posto è carino, la camera è abbastanza pulita, la moto è al sicuro e mi metto a dormire.

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