Giorno 4 – Melilla > Midelt

Giorno 4 – 22/04/2018
Melilla – Midelt
Km 420
Carburante: 27 €
 Guesthouse: 25€

Varco l’ingresso della Dogana marocchina e vengo letteralmente assalito da un gruppo di uomini con un aspetto poco rassicurante, armati di penna! Mi chiedono il passaporto e libretto della moto. Hanno in mano un piccolo questionario dove vanno inseriti i propri dati anagrafici e destinazione del tuo viaggio. C’è una gran confusione e penso che queste persone siano da supporto per velocizzare la parte burocratica per l’ingresso. Cambio subito idea quando uno dei poliziotti da un calcio ad uno di questi. Con la faccia veramente brutta mi faccio ridare i documenti indietro. Il poliziotto capisce la situazione e li fa allontanare, ma questi lasciano me e si precipitano su un gruppo di francesi in fuoristrada. Non c’è niente da fare! Mi chiedo come sia possibile una cosa del genere in quanto il varco Doganale dovrebbe essere una zona sterile con l’accesso consentito alle sole forze dell’ordine e gli addetti ai lavori. Nonostante tutto, uno di loro mi convince dicendomi che ha lavorato per molti anni nei campi a Cerignola. Non mi molla un attimo ma mi da alcune dritte per velocizzare il tutto. Il primo step è compilare il modulo con i dati personali che viene inserito in un sistema e ti viene rilasciato una matricola da inserire successivamente ad un ulteriore modulo per il mezzo. Dopo vari controlli e timbri sono finalmente in terra marocchina.
È assurdo come una linea immaginaria di pochi metri possa essere come un on-off di Ricchezza e Povertà. Melilla è una città spagnola e adiacente a lri c’è Beni Ensar, città del Marocco divisa solamente dal varco Doganale. Lasci una via che potrebbe essere simile a casa nostra e ti imbatti in una nuova realtà veramente diversa. L’impatto non è stato dei migliori. Le strade sono sporche e percepisci il senso di povertà. Al mio passaggio le persone sedute a sorseggiare un tè mi salutano col sorriso. Un po’ entusiasta del mio passaggio questa cosa mi fa cambiare il senso di vedere le cose ed in me pervade un senso di pace e serenità. È arrivato il momento di scoprire la buona strada di questo territorio. Ho due cose importanti da fare, recuperare una SIM per la connettività internet e prelevare dei contanti. Chiedo informazioni alla gente del posto e con molta Cordialità e disponibilità mi indicano dove e come fare. Dei ragazzi che lavorano in un negozio di elettrodomestici, all’interno di un centro commerciale, mi danno alcune dritte per questi giorni che trascorrerò in Marocco. Il cambio della moneta: 1 euro corrisponde a 10 Dirmahs. I controlli di polizia sono serrati e soprattutto è necessario rispettare i limiti di velocità.
Sono diretto a Midlet! Farò tappa intermedia in questa località prima di raggiungere il deserto. Nei primi 160 km sulla N19 e N6 trovo una situazione normalissima. Le strade sono trafficate, ci sono piccoli insediamenti, bambini che giocano per strada. Invece la N15, cambia le carte del gioco. 170 km nel “nulla” una zona molto arida con scarsa vegetazione. Per me, abituato al traffico cittadino, questo è il deserto! Nonostante la zona sia desolata, incontro qualche pastore con a seguito il suo gregge di pecore. Tira un forte vento tale da causare delle piccole bufere di sabbia. Mantengo la moto abbastanza forte in alcuni punti, soprattutto sui lunghi rettilinei, poiché le raffiche improvvise quasi mi portano fuoristrada.. Sono costretto spesso a tenere la moto leggermente piegata contro vento. Un tratto di strada piuttosto faticoso. Il navigatore non mi segna distributori di benzina, ma sono comunque sereno, in quanto la tanica da 10 lt è piena e posso avere altrettanto autonomia.
Il vento si calma un po’, ma inizia a piovere!! Arrivo per tempo a Midlet. Faccio sosta in bar per rinfrescarmi un po’. Chiedo a dei ragazzi un posto dove dormire. Uno di loro ha il numero di telefono di Mustafa che ha un Guesthouse. Cerco di capire su booking di cosa si tratti! Lo stavo già scartando a priori, causa prezzo, 70€ a notte, ma il ragazzo mi rassicura che con 25 € Mustafa mi fa dormire con colazione inclusa. Mi fido! Raggiungo il posto! La posizione è perfetta, ma soprattutto l’intera casa è bellissima. Mustafa mi accoglie con un sorriso e una bella stretta di mano. Inizia a cantare “L’italiano” di Toto Cutugno e farmi tanti complimenti per la moto. Molto premuroso nei miei confronti, mi aiuta a scaricare la moto e mi accompagna in camera. Hotel a 5stelle, levati proprio!
Tolgo gli stivali e li lascio sul ciglio della porta. Indosso l’infradito ed entro. Mustafa mi capire, senza parole, che è una forma di pulizia e rispetto per la casa.
Gli chiedo della casa e lui orgogliosamente mi spiega le tecniche utilizzate e i materiali, niente di chimico, tutto biologico per la sua costruzione. Legno, terra e paglia. All’interno c’è un bellissimo profumo. La moglie è in cucina che prepara la cena. La struttura è pulitissima e le camere sono eccezionali. Mustafa mi fa sentire a mio agio, mi fa visitare le camere, mi offre un tè ed insiste che riposi sulle poltrone della sala pranzo.
Le donne di casa indossano il burca, mostrando solo il viso e le mani. Ti concedono il saluto.
Ci sono altri ospiti. Stasera cenerò con dei francesi e tedeschi. Ci scappa di sicuro la barzelletta! Mustafa ci serve dei piatti tipici, olive, patate, asparagi, una minestra di verdure e omelette con carne e cipolla. Squisito! I tedeschi mi guardavo esterrefatti! Stavo divorando tutto! Ci credo dopo tre giorni di tonno in scatola!
Però è un peccato coprire così tanta bellezza con un velo…come è un peccato mostrandola così tanto, a volte esagerando, da perderci pure il gusto..

« 1 di 3 »

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Potrebbero interessarti anche...