Categoria: TOUR BALCANI | 2017

TOUR BALCANI 2017 I GIORNO 7: BRAN – CARTISOARA

Stanotte dormo di nuovo in tenda. Zazzá sta vicino a me e pertanto i sogni prendono un’altra forma: mia madre che mi prepara le scacce (foccaccia tipica #siciliana) con patate e cipolla, sogno di fare l’amore con la mia morosa e quindi tutto va liscio come l’olio. Comunque, per la cronaca, ieri sera chiamo mio fratello, anche lui in #Romania per un piccolo tour nella Transilvania con una coppia di amici e alla mia domanda dove stanno alloggiando, mi risponde che stanno a #Bran a un centinaio di metri rispetto al mio campeggio. Lo raggiungo e ceno con loro. Pertanto ci diamo appuntamento per l’indomani per visitare il castello di Bran, detto volgarmente siciliano: “u castellu ri Tragula!”. Puntuale 9:00, davanti all’ingresso del parco dove è situato il castello; facciamo il biglietto di Ingresso, circa 35 Leke e ci avviamo verso l’ingresso del castello. Sarà per le storie raccontate o per la sua forma architettonica, ma il castello di Bran dá quella sensazione spettrale. Posizionato sopra una piccola collina di roccia, le sue finestre si affacciano nel paesino e in tutta la valle. È ristrutturato da poco e le stanze sono veramente tantissime, ognuna di esse rappresenta un’ora della giornata del Conte o addirittura una stanza dedicata per alcuni tipi di “servizi”, come la stanza della tortura. Non ho seguito nessuna guida turistica, ho voluto ricostruire la storia del Conte con la mia immaginazione, come ad esempio una bella fanciulla che si perde nel parco e lui con dei modi da gentleman gli succhia il sangue dal collo! Il giro dura un’ora e mezza circa. Alla fine ritorniamo di nuovo alle moto, saluto mio fratello e la compagnia e ognuno si dirige verso le proprie strade, loro vanno direzioni a #Brasov, io verso la #Transfăgărășan. Per fortuna la strada per raggiungere una delle strade più belle del mondo è altrettanto meravigliosa, ad eccezione della parte finale che, mia culpa, per tagliare e accorciare il tracciato, percorriamo una strada molto secondaria e per lo più dissestata. Ma sia per me che per Zazzá, dopo aver percorso la #sh75 in #Albania, questa sembra un vicolo di un centro storico. Mi rendo conto che siamo quasi arrivati, da un bellissimo movimento di motociclisti, e naturalmente ci scambiamo il saluto. Le insegne, con i 152 km, mi indicano che sono alle porte della Transfagarasan ! Si è detto che è una delle strade più belle del mondo e c’è un motivo! dall’inizio fino alla fine a #Cartisoara, sono semplicemente e pure curve. l’asfalto è buono, un ottimo grip e ti puoi semplicemente divertire senza dare anche tanto gas, anche perché questa strada va Goduta metro per metro percependo i profumi della natura e godersi lo spettacolo che ti circonda. Mi fermo spesso a fare delle foto, tengo perennemente accesa la #GoPro. Ad un certo punto il navigatore mi indica che sono arrivato a destinazione, cioè il campeggio dove avrei dovuto pernottare. Ma ero troppo preso dalla strada e decido di andare dritto. inizio a salire di quota. l’aria è più fresca e ci sono molti turisti. c’è chi sfida la montagna in bicicletta e chi semplicemente si gode lo spettacolo in moto. Quando si dice che il mondo è piccolo, io penso che spesso dipende da noi, dopo qualche chilometro finalmente incontro Andrea e il suo compagno di viaggio. erano fermi in una piazzola di sosta, lui mi riconosce subito, ma io altrettanto, un ragazzone alto sempre col sorriso e che ti trasmette tanta serenità. Il toscano puro l’ho conosciuto durante il mio primo elefantentreffen. ci siamo conosciuti per caso in autogrill e abbiamo deciso di trascorrere il weekend dell’elefanten insieme. Andrea ed il suo compagno di viaggio sono in tour in Transilvania. hanno già girato la Serbia e sono arrivati da qualche giorno in Romania. Trascorriamo qualche ora insieme, pranziamo con una salsiccia comprata in un baracchino vicino dei salatini tipici del posto, il tutto nella cornice della Transfagarasan. Loro sono saliti dall’altro versante e mi raccontano che è chiuso in quanto in corso c’è una gara di biciclette. Tentiamo comunque, anche se con esito negativo. decido di scendere nuovamente giù per ritornare al campeggio. Ripercorro di nuovo gli 11 km indietro. Arrivato a campeggio, che a primo impatto lo ritenevo un pò squallido e senza servizi saluto Andrea e l’amico che decide di ritornare di nuovo su ripercorrere la Transfagarasan e trovare un posto successivamente dopo. L’altro versante dopo il tunnel è veramente unico ha una piccola somiglianza con la #Trollstigen in #Norvegia, percorso due anni fa. Riesci a vedere il serpentone dall’alto, il tutto tagliato da delle cascate e fiumi. non ci sono alberi quindi riesco a vedere bene il tracciato. A velocità bassa mi fermo a fare delle foto e commento da solo le curve e il panorama. Comunque la zona è molto trafficata da turisti ciclisti e soprattutto motociclisti. Tutto sommato questo è un bene! Mi dicevano che la strada era pessima, ma onestamente tutto ciò non l’ho riscontrato per nulla. Lascio la valle, raggiungo #Cartisoara e mi metto alla ricerca di un posto dove fermarmi a dormire, ne trovo uno! È abbastanza convincente dai vari cartelli che stanno per strada. seguo le indicazioni e mi portano in un posto carino campeggio, veramente pulito, sono disponibile anche delle camere al prezzo di €22 ma io con solo €5 piazzo la mia bella tenda e mi sistemo l’attrezzatura e attendo la notte per dormire. Ci sono due ragazzi e una ragazza che stanno preparando la cena, sono rumeni. Mi vedono da solo e con una grande forma di ospitalità mi chiamano e mi fanno trascorrere una bellissima serata offrendomi da bere e mangiare. Anche loro sono motociclisti, alla fine si sa, se metti insieme un ducatista un Kawaliere, un hondista la discussione deve uscire per forza, naturalmente con battute e risate. Grazie anche a loro, concludo una delle più belle giornate del tour un po’ stanco e assonnacchiato mi metto in tenda e cerco di dormire.


Giorno 7 – 07/07/2017
Bran – Cartisoara
Km 215
Carburante 10€
Campeggio 5 €

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TOUR BALCANI 2017 I GIORNO 8: CARTISOARA TRANSFAGARASAN – OBÂRŞIA LOTRULUI

Dormire in tenda sotto il diluvio universale, fatto! Solo che qualcosa durante la notte è andato storto. Mi sento dell’umidità addosso, tocco il pavimento della tenda e sento dell’acqua!! Solo dopo ricordo di non aver messo i picchetti per tirare il telo copritenda. In questo modo, avrei così consentito di allontanare il telo all’interno della tenda e quindi creare lo sgocciolatoio per l’acqua. Naturalmente non fissando i picchetti l’acqua entrava nella tenda. Premesso che quando avevo posizionato la tenda c’era una bella giornata di sole. Infatti, la pioggia è arrivata nel pieno della notte, ma questo non mi giustifica. Sono le 5:30 e non riesco più a stare dentro la tenda sia la t-shirt che il pantaloncino sono bagnati e anche parte del sacco a pelo. Decido quindi di alzarmi, sistemare un po’ tutto e caricare la moto. Oggi la destinazione è la transalpina. Prima però decido di fermarmi a Sibiu per fare colazione. Sibiu è un’altra perla della Transilvania. Arrivo nel centro storico di mattino presto. Non c’è tanto movimento! I bar e le altre attività stanno piano piano iniziando ad aprire. Decido di un giro per tutto il centro. Attendo l’apertura del primo bar e faccio una sosta di circa un’ora e mezza. Riprendo il cammino per Sebes, evitando l’autostrada, attraversando i paesini. La transalpina ha vari percorsi. Io preferisco percorrerla dall’inizio, quindi da Sebes fino a al bivio per Voinesea, la 67C.La transalpina non ha bisogno di descrizioni. È semplicemente un’altra delle strade più belle del mondo che attraversa uno dei numerosi parchi della Romania. L’asfalto è perfetto. Riesco ad intravedere due dighe, in ognuna delle quali ci sono punti ristoro. Naturalmente niente distributori di benzina. I chilometri scorrono facilmente, anche perché ti lasci trasportare dalle curve e dalla bellezza di questo posto. Raggiungo il campeggio che mi ero prefissato. Con solo €10 prendo la casetta in legno, anche se sostanzialmente è un po’ misera. Va bene lo stesso! Per oggi non ho voglia di montare la tenda, anche perché ho timore che ritorni a piovere poiché, il cielo è plumbeo. Ne approfitto della sosta per chiamare la mia compagna. Dalla Puglia mi giungono notizie che c’è un caldo infernale mentre il cameriere mi sta portando al tavolo una zuppa calda di carne dicendomi che la specialità del posto. In effetti non era male. Finito il pranzo vado nella mia hytte, metto a caricare tutta l’attrezzatura e cerco di riposare un po. Anche se oggi i km sono stati pochissimi, questa notte ho dormito poco.


Giorno 8 – 08/07/2017
Cartisoara Transfagarasan- Obârşia Lotrului
Km 189
Carburante 15€
Campeggio 10 €

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TOUR BALCANI 2017 I GIORNO 9: OBÂRŞIA LOTRULUI – ROZAJE

Credo che oggi sia stata la giornata più entusiasmante e faticosa di questo viaggio. Comunque, il dettaglio di ieri sera è che il caso ha voluto che si fermassero a dormire nello stesso posto gli amici rumeni con cui ho trascorso la serata a #Cartisoara. Il loro percorso previsto pwr oggi, sarebbe stata #Transfaragasan e la #Transalpina. Ci tengo comunque a precisare che la 67c non è la transalpina. La transalpina infatti è una parte della 67c che attraversa il punto più alto delle Alpi rumene. Con i ragazzi trascorriamo la serata. Gli offro la cena per ricambiare la loro ospitalità della sera precedente. Andiamo a dormire! Stamattina è toccato a me percorrere la vera transalpina; quel pezzo di strada con dei bellissimi tornanti e non solo, che trovi nelle foto su internet, oppure sui magneti che vendono i negozi di souvenir. Prendo il caffè con Abi il mio amico rumeno. Sono le 8:30. In strada non c’è quasi nessuno. Nonostante l’aspetto sia perfetto, cerco comunque di tenere una velocità moderata, i tornanti sono molto stretti e sei costretto a farle anche di prima o al massimo di seconda. Gli enormi abeti o pini presenti sulla gran parte della 67C, salendo di quota, spariscono. Si vede soltanto del prato e il serpentone fatto di asfalto. L’aria è abbastanza fresca. Tira anche un po’ di vento, infatti sono costretto a tenere Zazza quando la metto a cavalletto per scattare delle foto poiché rischia di cadere a terra. Con molta calma e fermandomi spesso, mi godo la mia transalpina. Non so se lo è già ma io insegnerei l’Unesco patrimonio dell’umanità e dei motociclisti!

Il navigatore mi segna che arriverò alle 12:40

al campeggio che dista a circa 100 km dalla mia posizione. Durante la pianificazione dei miei viaggi cerco sempre di lasciare qualche giorno libero così da garantirmi qualche sosta in più o addirittura soperire a qualche imprevisto. Provo a impostare sul navigatore la tappa di domani. In realtà, la giornata di domani, serve per attraversare tutta la Serbia fino a raggiungere il Montenegro. Il navigatore indica che arriverò a destinazione per le 17:40. la città è quasi al confine con il Montenegro. Pertanto decido di anticipare la tappa di domani! Con molta calma mi dedico alla guida. Il tempo e i chilometri scorrono. Raggiungo il confine con la Serbia. La dogana si trova proprio sul Danubio. In questa parte del territorio, le acque del #Danubiovengono sfruttate con le centrali idroelettriche sia Romania che in Serbia. Il controllo in entrambe le dogane è abbastanza veloce. Entro in territorio serbo. inizia a scendere percorrendo strade prevalentemente di campagna. Decido di fare una decina di chilometri in autostrada e nonostante tutto riesco a divertirmi facendo pure qualche passo di montagna. Sono quasi a metà strada e sento che la moto in piega non va bene, come se il posteriore scivolasse. Penso: avrò finito la gomma, ma soprattutto mi impongo di non guardare dietro.

Il sottoscritto va a buttare l’occhio sulla ruota posteriore e praticamente ho forato! Per qualche frazione di secondo stavo chiamando tutti i santi del calendario, ma cerco di tranquillizzarmi e trovare con calma la soluzione. Verifico bene il pneumatico e non trovo nessun chiodo o altro che avesse potuto creare la foratura. Niente, torno indietro per qualche metro dove trovo un distributore di benzina. Provo a ringonfiare la gomma e sento che perde sul bordo. Il benzinaio mi consiglia un gommista a 2 km. Mi dirigo sul posto! Ahimé, non lo trovo. Ritorno indietro e vedo un deposito pieno di gomme. È una piccola officina con uno smontagomme. Sulla vetrata c’è un cartello con i numeri telefonici. Provo a chiamare ma naturalmente in Serbia il roaming non è valido. Tento di riparare la gomma utilizzando il gonfia e ripara ma con esito negativo! Fortuna vuole che dei ragazzi chiamano il tipo che abita di fronte. Esce di casa assonnato e si avvicina. Vede che sono un po’ disperato. Gli chiedo di aiutarmi perché l’unico che può farlo, dal momento che intorno non c’è nessuno. Sono su una strada di campagna con un distributore di benzina e qualche casa di contadini. Guarda la moto e secondo me si lancia una sfida con se stesso. Fortunatamente ho con me una camera d’aria di scorta. Lui non parla inglese e chiede supporto al figlio che ha il mio stesso nome. A mio parere stava pulendo la stalla a seguito del cattivo odore che emanava. Comunque, sorrideva e con grande umiltà anche lui mi ha dato una mano. Tiriamo su la moto con il cric dell’auto, smontiamo la ruota e iniziamo la procedura di sostituzione della camera d’aria. Utilizzando lo smontagomme mi graffia il cerchio. Lì non ho resistito, infatti è partito un bestemmione seguito da varie amen. Lui ha capito! Dice al figlio di farmi mettere del nastro isolante sul bordo del cerchio. Tutta la procedura con attrezzi arrangiati dura circa un’oretta e mezza. Il caldo è soffocante. Tutti e tre sudiamo come dei matti però riusciamo a mettere in piedi Zazza. Sono stanco ma anche soddisfatto e felice. Gli chiedo quanto costa il suo disturbo ed entrambi e padre e figlio con un gran sorriso mi dicono: no, non pagare! Non problem! Nonostante i miei vari tentativi, lui non accetta soldi, ma riesco a mollare solo €5 al figlio. Ci salutiamo con il sorriso e continuo perennemente ringraziarlo. Riprendo il mio percorso verso Novi Plazar. La strada tutto sommato è divertente ancche in questa zona. attraverso un piccolo parco naturale. l’asfalto in alcuni punti e dissestato. trovo un paio di volte la polizia in moto che con molta tranquillità ci scambiamo il saluto. Sono le 19:00 ho raggiunto la città. c’è la presenza di molte culture e religioni, dai musulmani e cristiani. vedo anche delle mosche. Raggiungo l’albergo, entro e alla reception non c’è nessuno. Dopo vari tentativi vado via e chiedo info per un altro albergo dove in questo momento c’è in corso i festeggiamenti di un matrimonio. Anche questo hotel chiuso! credo che la Serbia mi ha dato abbastanza per oggi. verifico la distanza per la prossima città in #Montenegro che dista a circa 60 km. decido di lasciare questa nazione! La strada mia strada secondaria di campagna a parte qualche casa di contadino non c’è nulla. Vedo nella lontane montagne la pioggia che va giù. non faccio neanche tempo a mettere l’antipioggia che inizia a piovere a dirotto. riesco a indossarlo sotto la tettoia della Dogana serba. la pioggia si fa ancora più consistente. dopo circa 12 ore di moto sono un po’ stanco. Trovo un albergo a 20 km dalla dogana percorsi sotto un acquazzone e nebbia. finalmente raggiungono l’albergo e senza neanche vedere recensioni o altro mi fermo all’interno del parcheggio, quest’ultimo sotterraneo e letteralmente pieno di auto. anche qui un matrimonio! Questo però è un matrimonio gipsy come quello che fanno vedere su Real Time, con musica tipica folcloristica e con ragazze bruttarelle trasformate, tramite effetti speciali e trucco, in modelle. Indossano vestiti e colori accesi manco fosse carnevale! comunque, in questo momento, i miei occhi sono solo per il letto! finalmente dopo tanta attesa il proprietario mi fa parcheggiare la moto all’interno, entrando però dalla reception, cioè l’ingresso pedonale  ? ? ? fino a raggiungere il garage, perché era bloccato dalle auto dei Gipsy. Nonostante tutto la camera è confortevole e per oggi sono €15 spesi bene.


Giorno 9 – 09/07/2017
Obârşia Lotrului  – @Rozaje
Km 625
Carburante 43 €
Hotel 15€

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TOUR BALCANI 2017 I GIORNO 10: ROZAJE – ŠAVNIK

Qui si ride e si scherza ma il matrimonio gipsy è veramente finito in notte tarda. Musica popolare e fisarmonica fino alle 3:00 circa, ma nonostante tutto, sarà stata la stanchezza, mi sono subito addormentato. Il motivo per cui ho anticipato una tappa è perché durante la pianificazione del viaggio qualcuno mi ha consigliato di andare sul Durmitor in Montenegro. Inizialmente non lo presi in considerazione, però durante questi giorni ogni tanto per passatempo davo un’occhiata. Così l’altro ieri ho preso la decisione di modificare l’itinerario. Attraversare tutta la Serbia senza fermarmi in maniera tale da poter dedicare un giorno intero a visitare il parco nazionale del Durmitor.Pago il conto in albergo. il proprietario con quella faccia da contrabbandiere non mi saluta e neanche ringrazia. A parte Durmitor, non sapevo che quasi tutto il Montenegro fosse come un parco nazionale. Dall’albergo fino a raggiungere la zona del parco,percorro delle strade con curve sinuose immerse nel verde. Qualche galleria scavata nella roccia e purtroppo qualche lavoro in corso. Raggiungo il parco. la prima parte la P4 fino a raggiungere l’accesso al cuore del Durmitor è abbastanza scorrevole e naturalmente fiancheggia un fiume in piena dove turisti si divertono a fare rafting. L’asfalto è ottimo. purtroppo in qualche punto ho trovato sassi a terra caduti dalle parete rocciose. La P4 si congiunge con la P 5 dove sostanzialmente è il punto dei turisti dove trovi il negozietto per souvenir, qualche albergo, centri per rafting e altri tipi di servizi del parco. Per raggiungere la cima del Durmitor inbocco la P5 e successivamente in un piccolo bivio, quasi inesistente, senza nessuna segnaletica, prendo la P14. Questa strada stretta, come carreggiata, non ha nessun tipo di protezione sui lati ma l’asfalto è buono. Ti porta su in cima al Durmitor dove l’unica vegetazione è dell’erba, la colazione, il pranzo e la cena degli animali da pascolo. Naturalmente quando si tratta di parchi naturali o passi di montagna, è risaputo che i protagonisti sono curve e tornanti. È meraviglioso! sinceramente non me lo aspettavo! ho la sensazione di stare nella nostra terra a Campo Imperatore, un altro posto in cui ho trascorso delle belle giornate. Mi fermo spesso a fare delle foto. Ho la GoPro sempre accesa. In alcuni punti vado veramente piano in altri invece io e Zazzá ci divertiamo a fare qualche piega. Siamo così presi dal divertimento che ci dimentichiamo che non esistono protezioni e rischiamo di cadere giù. Inizio a vedere qualche motociclista che passa, qualcuno fermo a scattare delle foto. Attraverso tutto il Durmitor fino a scendere giù a valle anche se comunque siamo alti di quota. Sembra ancora di stare all’interno del parco cerco un posto dove fermarmi anche se è presto. Sono le 13:40 devo necessariamente fermarmi per oggi, perché ho un altro problema da risolvere. In realtà per questo viaggio ho portato il cambio per 6 giorni siamo al decimo giorno! Quando passo in giro lascio il segno ? ? ? ? ?!quindi è il caso di lavare il bucato, riorganizzare un po’ tutto e prepararci per i prossimi giorni. Raggiungo finalmente un campeggio. Il posto ha anche dei cottage in legno. Decido pertanto di prenderne uno. Ho bisogno di un po’ di comodità per fare le faccende di “casa”. €20 il costo per una notte compreso di colazione, il posto è veramente bello il cottage è pulito. Solo che in poco tempo trasformo questa bellezza in un campo rom! Uso le cinghie per sciolinare il bucato lavato, non mi basta il lavello del mio cottage, uso anche quello dei vicini. Lavanderia self service levati proprio! In 20 minuti lavo tutto e metto ad asciugare. faccio una doccia e vado a cena. Ad un km dal campo “ROM”, c’è il Nevidio Canyon , colgo loccasione a fare un piccolo giro nelle campagne di zona e ci si ritira nella casetta di legno.


Giorno 10 – 10/07/2017
Rozaje – Šavnik
Km 280
Carburante 13€
Hytte 20€

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TOUR BALCANI 2017 I GIORNO 11: ŠAVNIK – THETH

Se dovessi stilare una classifica per le giornate più belle di questo tour, direi che ad oggi questa è al primo posto. Sono le 6:00 e già sono sveglio. provo a girarmi e rigirarmi nel letto, ma niente da fare! mi alzo, inizio a caricare la moto e sono già operativo per la partenza. purtroppo, però, il campeggio è ancora chiuso. il proprietario non è ancora arrivato, giungerà alle 9:00. È troppo tardi per me e quindi decido di lasciare i soldi della camera e della cena nella hytte. appendo le chiavi all’ingresso del ristorante e vado via. Oggi devo attraversare nuovamente il Montenegro e dirigermi in Albania. Percorro tutta la R18 e successivamente la M9 fino al confine di Stato. Soliti controlli alla dogana e sono nuovamente in Albania. L’ingresso da questa parte dello stato ha un motivo ben preciso, percorrere, a mio parere, una delle strade più belle in Europa e cioè la sh20 che collega il confine con il Montenegro alle porte di Scutari. Qualche anno fa, questa strada era meta di molti enduristi, erano 60 km circa quasi tutto in fuoristrada. Non sò da quanto tempo ma adesso la sh20 è stato totalmente asfaltata ! Adesso a metà per chi la conosce dei motostradisti. la strada attraversa l’intero canyon delle montagne albanesi fino a raggiungere il lago di Scutari. L’asfalto è nuovo e non presenta nessun dissesto o buche. C’è solo da divertirsi e godersi la strada. Mi fermo in un bar per bere un po’ d’acqua, il caldo è asfissiante e l’ospitalità degli Albanesi si ripresenta di nuovo. mi offrono una birra e qualche risata.

In dogana hanno evidenziato una mia mancanza: sono senza assicurazione per l’Albania. La cosa che un po’ mi fa girare le palle è che a Durazzo durante i controlli non mi è stato segnalato. Comunque, il doganiere mi dice di raggiungere la prossima dogana dove troverò il punto per fare l’assicurazione. mi costa solo €13. Sono le 13:00 circa e sono vicino all’ SH-21 la strada che mi porterà a Theth come programmato. Ho molte ore a disposizione e quindi decido di raggiungerla. Theth è una meta un po’ particolare. È un paesino di pochi abitanti all’interno del Parco Kombetar di Theth. per raggiungere questo luogo bisogna percorrere tutta la SH 2, sono circa 30 km. una strada veramente bella stretta con molti tornanti che ti permettono di raggiungere la cima della montagna. Theth si trova dall’altra parte ai piedi della montagna e per raggiungerla bisogna percorrere circa 15 km totalmente in fuoristrada. Raggiungere la cima della montagna è stato abbastanza semplice e divertent scenderla è stato molto impegnativo, soprattutto per uno come me che è alle prime armi con il fuoristrada. Per percorrere questi pochi chilometri ci avrò impiegato circa un’ora. Zazzà ha saputo affrontare il percorso senza nessun problema. Io invece sono stato perennemente in piedi sulle pedane e in certi momenti non sentivo più i polsi. ma questo non importa. con molta calma abbiamo raggiunto la nostra destinazione. Trovare il posto dove dormire è stato abbastanza facile, anche perché le uniche case che stanno quaggiù sono campeggi o B&B.

Chiedo informazioni al proprietario per la strada per Scutari. Lui mi dice che la strada migliore per ritornare sull’asfalto è quella di risalire nuovamente la montagna. L’alternativa, quella che prosegue a valle è impraticabile. Se penso che devo risalire i tornanti stretti fatti di sassi e buchi enormi, mi vengono i brividi. comunque basta dare gas e saliamo come degli stambecchi. ci scambiamo i numeri di telefono con il proprietario che, in caso di emergenza, posso chiamarlo per un aiuto. Inoltre ho pensato che domani mattina, al primo fuoristrada che sale sulla montagna, inizio a seguirlo così, in caso di problemi, potrebbe anche darmi una mano. Penso inoltre che Zazzà abbia battuto un record, la prima Scrambler Ducati al Parco Nazionale Kombetar di Theth. Adesso nel magico rumore del fiume che scorre mi godo la mia cena e del buon riposo.


Giorno 11 – 11/07/2017
Šavnik – Theth
Km 230
Carburante 21€
Hotel 15€

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TOUR BALCANI 2017 I GIORNO 12: THETH – KOMANI LAKE FERRY BERISHA

La giornata di oggi se la gioca in classifica con quella di ieri. L’inizio si presenta abbastanza impegnativo, in quanto dobbiamo risalire nuovamente la montagna del parco. Ieri, per percorrere il passo in discesa, ho impiegato circa un’ora e 10 minuti. Sono sicuro che adesso sarà più difficile! Cerco di mettermi in forza facendo colazione tipica albanese con uova sode pane e tè. Noto i 5 pullman 4 x 4 con a bordo i turisti in partenza verso  Scutari,che iniziano a salire. Sgonfio un po’ le gomme e dopo circa un quarto d’ora anch’io parto. Sarà per l’adrenalina o anche per la paura di non riuscirci, ma saliamo in cima in un battibaleno. Rimango in piedi sulle pedane dall’inizio fino alla fine, faccio solo una piccola sosta per qualche foto perché purtroppo le microSD della gopro che ho con me sono entrambe piene. Pertanto niente video. Ripercorro una parte delle SH21 fino alla sosta in un bar per gonfiare le gomme e rinfrescarmi un po’. Tiro fuori il mio compressore portatile, ma quando lo collego alla presa 12 volt ahimé il fusibile non regge. Vicino c’è Antonio, un albanese che parla bene italiano in quanto ha trascorso molti anni in Italia per lavoro. Mi fornisce il fusibile del suo furgone e una pompa manuale per gonfiare i pneumatici. Trascorro un’ora circa con Antonio. Ci si racconta un po’ della nostra vita. Riprendo la mia strada direzione Lago di #Komani e mi fermo a Scutari per acquistare le microSD. La SH25, l’unica strada per raggiungere #Komani, è veramente pessima! Un asfalto dissestato. Ci sono 41 Gradi. Sembra di stare in #Texas, la terra delle montagne è rossa, per delimitare la gareggiata ci sono dei sassi dipinti di bianco. Si vede passare raramente qualche macchina. Raggiungo la diga dove è presente una delle cinque centrali idroelettriche in Albania. La strada termina in un tunnel, senza illuminazione sembra di stare nelle tenebre. Vedi la luce e poi la meraviglia del Lago di Komani. Ci sono due traghetti per il trasporto di mezzi e turisti fino a Fierzë. Ho conosciuto tramite facebook il proprietario della Komani Lake Ferry Berisha @Dritan Marku , una persona veramente squisita, ha avvisato suo fratello, capitano del battello, del mio arrivo. Si mette a disposizione e mi offrono anche una cena in un ristorante vicino.
La serata continua con nuove amicizie di tutte le nazionalità. trascorriamo ore seduti nella panchina del porticciolo a bere tante ma tante Peroni! Non so ancora dove andrò a dormire. Ma non ha importanza, mi sto godendo una splendida serata sotto il cielo stellato di #Komani.


Giorno 12 – 12/07/2017
Theth  – Komani Lake Ferry Berisha
Km 130
Carburante 10 €

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